
La chirurgia della tiroide è indicata quando la ghiandola presenta condizioni che non possono essere trattate con la sola terapia farmacologica o con il semplice monitoraggio.
In particolare, esistono tre situazioni principali che richiedono una valutazione chirurgica.
Il gozzo può diventare abbastanza grande da causare sintomi meccanici, come:
difficoltà a deglutire
fiato corto
sensazione di compressione al collo
spostamento della trachea
In questi casi l’intervento migliora significativamente la qualità di vita del paziente.
Alcune forme di ipertiroidismo — come il Morbo di Basedow — possono richiedere la chirurgia quando la terapia medica non riesce a stabilizzare in modo efficace la funzione tiroidea.
La chirurgia è necessaria quando un nodulo presenta:
caratteristiche ecografiche sospette
agoaspirato TIR 3B, TIR 4 o TIR 5
diagnosi di metastasi linfonodali da tumore tiroideo
In questi casi la rimozione chirurgica è parte integrante del percorso terapeutico.
La scelta della tecnica dipende da:
diagnosi
estensione della patologia
caratteristiche del paziente
valutazione del chirurgo
Le tecniche principali sono tre.
Consiste nella rimozione di un solo lobo della tiroide.
Indicata per:
noduli singoli benigni o indeterminati
piccoli tumori unilaterali
casi selezionati valutati accuratamente con il chirurgo
Terapia sostitutiva:
Dopo l’intervento è generalmente prescritta una terapia sostitutiva iniziale, ma non è sempre necessario proseguirla per tutta la vita: in alcuni pazienti la parte restante della tiroide è sufficiente.
Consiste nella rimozione completa della tiroide.
Indicata per:
tumori maligni
gozzo multinodulare bilaterale
Morbo di Basedow in casi selezionati
Dopo questo intervento sarà sempre necessaria una terapia ormonale sostitutiva personalizzata.
Quando le condizioni cliniche lo permettono, si può ricorrere a una tecnica mini-invasiva, caratterizzata da:
incisione più piccola
cicatrice ridotta
minor dolore post-operatorio
recupero più rapido
Non è adatta a tutti, ma rappresenta un’opzione moderna e molto efficace in casi selezionati.
In media 60–120 minuti, in base alla tecnica e al quadro clinico.
Sempre in anestesia generale.
La maggior parte dei pazienti rimane in ospedale circa 48 ore (2 notti).
Nel post-operatorio si monitorano:
PTH
calcemia
fondamentali per valutare la funzione delle paratiroidi.
Quando eseguita da un chirurgo endocrino esperto, la chirurgia tiroidea è un intervento molto sicuro.
Possibili complicanze (in genere temporanee):
alterazioni della voce
ipocalcemia transitoria
sanguinamento post-operatorio (molto raro)
La maggior parte dei disturbi post-operatori si risolve in pochi giorni o settimane.
La cicatrice è posizionata in una piega naturale del collo per essere il meno visibile possibile.
Nel tempo:
si appiattisce
perde colore
diventa quasi impercettibile
L’uso di creme specifiche e della protezione solare accelera il miglioramento estetico.
La maggior parte dei pazienti riprende una vita normale in pochi giorni.
Dopo tiroidectomia totale: terapia sostitutiva necessaria e personalizzata.
Dopo lobectomia: in alcuni casi, la parte residua della tiroide può funzionare a sufficienza nel tempo.